La chiesa, intitolata a San Biagio e subtitolata ai Santi Fermo e Rustico, si trova in "Villa Bodoloni" in centro al paese, e la sua storia prende avvio intorno al XII secolo.
L'antico complesso era in origine l' oratorio di pertinenza vescovile. Ciò è confermato dalla presenza di alcuni affreschi nell'antifacciata che risalgono certamente all'origine della chiesa.
L' oratorio venne ampliato nelle forme attuali secondo il classico stile romanico, tipico del tempo, anche se di questa primitiva struttura rimane ben poco, a causa delle molteplici trasformazioni subite nell'arco dei secoli. L'unico elemento rimasto invariato nel tempo risulta essere il quattrocentesco campanile.
L'erezione della chiesa venne finanziata da due Arcipreti: Monsignor Ormaneto, Arciprete dal 1543 al 1570, e Monsignor Francesco Ducchi, attivo nel biennio del 1741-1742. Il primo intervenne all'interno della struttura, arricchendone gli altari preesistenti con grandi pale attribuite a pittori veronesi come Nicolò Giolfino, Paolo Farinati, Felice Brusasorci e Saverio Dalla Rosa. Il secondo, invece, intervenne all'esterno abbellendo la facciata con capitelli e con statue dei Santi Patroni, ed inoltre finanziò il soffitto, le grandi nicchie degli altari e gli stucchi, i quadri e le vetrate policrome che decorano l'edificio.
Oggi si possono vedere all'interno della chiesa anche due lastre sepolcrali: una ricopre le spoglie del Vicario Vescovile Domenico De Scalionis e l'altra quelle di un Capitano dei Cavalieri Dragoni della Repubblica Veneta.
Al 1760 risale, infine, l'altare maggiore adornato da marmi policromi ad opera del Maderna e dedicato a San Biagio.